Strudel di mele

Strudel di mele
Enogastronomia

Ingredienti:

Per la pasta:
• 250 g di farina
• un uovo
• 2 cucchiai d’olio
• una presa di sale
• circa mezzo bicchiere d’acqua

Per il ripieno:
• 2 kg di mele (preferibilmente Gravenstein o Boskop)
• 150 g di pangrattato
• 150 g di burro
• 80 – 100 g di zucchero
• scorza di limone
• cannella
• 50 g d’uva sultanina
• 50 g di pinoli
• 100 g di burro liquefatto per ungere la sfoglia

Procedimento:

Setacciare la farina sul piano di lavoro e, con una mano sola, mescolarla con l’uovo, il sale e l’olio. Con l’altra mano aggiungere a poco a poco l’acqua, quanta basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorare la pasta vigorosamente affinchè diventi liscia ed elastica poi formare una palla ed ungerla d’olio. Lasciare riposare per mezz’ora. Nel frattempo sbucciare le mele in fette sottili togliendo il torsolo e tostare il pan grattato nel burro. Stendere con il matterello la pasta su un canovaccio infarinato, prenderla da sotto e, cominciando dal centro, tirarla in lungo, finché la sfoglia non è sottile come un foglio di carta, ma facendo attenzione a non romperla. Ungere il ricavato con una parte del burro liquefatto. Cospargere 2/3 della sfoglia con il pangrattato, poi unirvi la mela, cospargere di zucchero, cannella in polvere, scorza di limone, uva sultanina e pinoli. Arrotolare lo strudel alzando il canovaccio dal lato con il ripieno. Porre lo strudel sulla teglia del forno imburrata, ungerlo con il burro rimanente e metterla in forno a 220 gradi per mezz’ora. Cospargere di zucchero a velo e servire ancora tiepido.
É consigliato accompagnato da panna semimontata.

Origini dello strudel

Lo strudel, che in italiano significa “vortice“, è una pasta arrotolata che può essere dolce o salata e la sua versione più conosciuta è quella elencata sopra.
Lo strudel ha origini antichissime che risalgono al tempo degli Assiri, dolci simili sono presenti anche nell’Antica Grecia e si è diffuso così tanto graze alla via della seta causando anche le varie modifiche da cui dervano le varianti. Esso quindi viene da una serie di nomi, luoghi e forme differenti fra cui la più conosciuta è la “baklava” ottomana, che durante le conquiste dell’impero è arrivata fino all’Ungheria. I contatti fra gli imperi ottomano e austriaco fecero si che la ricetta di questo piatto tradizionale si diffondesse arrivando fino al regno delle Tre Venezie.
In Italia, oggi, si prepara in Alto Adige, Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia e ha ricevuto il riconoscimento che lo identifica come prodotto tradizionale italiano (P.A.T.)